Originaltext - texte français
Consiglio nazionale

05.1093
Interrogazione Boris Banga
Spazio aereo e aeroporti svizzeri. Abusi

Testo dell'interrogazione del 17 giugno 2005
Con una probabilità che sfiora la certezza, allo stato attuale delle conoscenze è da ritenere che gli USA, nella fattispecie la CIA, eventualmente l' FBI e altri servizi, hanno utilizzato e continuano ad utilizzare aeromobili civili per le operazioni di "reditions" (consegna di prigionieri a certi Paesi, in particolare la Siria, l'Egitto, la Giordania, il Marocco, Paesi in cui sono poi sottoposti a torture) e per l'allontanamento di persone sospettate di terrorismo (almeno tre casi in Svezia, Italia e Germania). In virtù della Convenzione di Ginevra e del Patto II dell'ONU relativo ai diritti civili e politici vigono sia il principio del non respingimento che il divieto assoluto di eseguire torture.
Questa situazione interessa anche il nostro Paese. Un Boeing 737 (jet d'affari) utilizzato a tale scopo e un Gulfstream hanno non solo sorvolato spesso lo spazio aereo svizzero, ma sono atterrati a più riprese a Ginevra.
Il Boeing 737, registrato sotto il nome di un'impresa privata, ha già cambiato più volte immatricolazione. Anche il Gulfstream ha spesso cambiato immatricolazione e attualmente è un aeromobile aziendale dell'impresa SIKORSKY. In entrambi i casi non si tratta di aeromobili standard; essi non presentano alcuna iscrizione. Per contro, sono dotati di speciali scalette d'accesso (indipendenti rispetto all'infrastruttura di terra) e di speciali antenne SATCOM.
1.     Il Consiglio federale è a conoscenza di questi sorvoli e atterraggi su territorio svizzero? In caso affermativo, qual è la sua reazione?
2.     In caso di aeromobili sospetti (sono considerati come extraterritoriali una volta raggiunta la piazzola di sosta dopo l'atterraggio) è disposto a far eseguire in modo sistematico i controlli possibili (controllo doganale e del libro di bordo)?
3.     Il Consiglio federale è disposto a esortare in modo inequivocabile gli Stati Uniti ad attenersi in particolare alla Convenzione di Ginevra?

Risposta del Consiglio federale di 23.09.2005
Il Consiglio federale è a conoscenza di questi sorvoli e atterraggi su territorio svizzero? In caso affermativo, qual è la sua reazione?
1.    Il Consiglio federale ha appreso dalla stampa dell'esistenza di questi voli. Nel frattempo, dagli accertamenti effettuati, risulta che gli aeromobili menzionanti nel testo dell'interrogazione e citati dalla stampa con indicazione dell'immatricolazione, hanno fatto scalo a Ginevra il 24 dicembre 2003, il 25 gennaio e il 15 aprile 2004, per proseguire poi verso Washington. I movimenti nel traffico aereo da e per la Svizzera possono costituire oggetto di un controllo da parte del Servizio di Analisi e Prevenzione del Dipartimento federale di giustizia e polizia qualora indizi concreti facciano supporre l'esistenza di fatti legati alla sicurezza dello Stato oppure, in presenza di elementi di sospetto concreti di violazione del diritto penale, di un controllo da parte delle competenti autorità inquirenti; non si tratta comunque di controlli sistematici su tutti i voli. D'altronde ciò non sarebbe possibile viste le centinaia di voli in arrivo e in partenza dalla Svizzera. Per quanto concerne i voli menzionati, al momento dell'atterraggio non sussistevano elementi di sospetto che avrebbero reso necessari controlli più accurati.
Anche dagli accertamenti successivi non è emerso in alcun modo che i citati voli abbiano perseguito scopi illeciti, ovvero il trasporto forzato di persone attraverso la Svizzera oppure il loro allontanamento forzato dal nostro Paese.

In caso di aeromobili sospetti (sono considerati come extraterritoriali una volta raggiunta la piazzola di sosta dopo l'atterraggio) è disposto a far eseguire in modo sistematico i controlli possibili (controllo doganale e del libro di bordo)?
2.    Gli aeromobili stranieri che atterrano in Svizzera devono rispettare senza riserva alcuna il diritto svizzero. Non godono dell'extraterritorialità. La legislazione in materia doganale disciplina in modo esaustivo i controlli cui sottostanno in Svizzera gli aeromobili in arrivo e in partenza. Se in virtù del diritto doganale questi controlli sono obbligatori, la loro effettuazione è di conseguenza sistematica. Si tratta per esempio di controlli del manifesto di carico oppure, nel caso di trasporto commerciale di persone, dell'elenco dei passeggeri. Dopo le operazioni di scarico, il velivolo è ispezionato da un funzionario doganale che può esigere l'apertura di tutti gli spazi, gli armadi e i contenitori. In presenza di elementi di sospetto le autorità doganali possono effettuare controlli in qualsiasi momento. Di solito i sospetti riguardano la possibile violazione di prescrizioni doganali. Conformemente alle prescrizioni della Conferenza europea dell'aviazione civile (CEAC), l'Ufficio federale dell'aviazione civile può procedere a controlli tecnici su aeromobili stranieri nel quadro della Valutazione sulla sicurezza degli aeromobili non comunitari (SAFA). Tali controlli si limitano però soltanto agli aspetti tecnici, p.es. alle licenze dei piloti, ai documenti da trasportare obbligatoriamente nel cockpit, ai dispositivi di sicurezza nel cockpit e in cabina e allo stato generale dell'aeromobile.

Il Consiglio federale è disposto a esortare in modo inequivocabile gli Stati Uniti ad attenersi in particolare alla Convenzione di Ginevra?
3.    Sia a livello multilaterale che bilaterale, la Svizzera ha ricordato più volte l'importanza fondamentale del divieto di tortura quale disposizione imperativa del diritto internazionale. Inoltre, in occasione della visita a Washington nel giugno 2005, la Consigliera federale Micheline Calmy-Rey e il segretario di Stato Ambühl hanno consegnato alle autorità americane un memorandum in cui si sottolinea che il trasporto di persone verso Paesi in cui rischiano di essere torturati, viola il divieto di tortura e il principio del non respingimento. Dopo il risalto che gli organi di informazione hanno dato alla vicenda, il DFAE ha chiesto chiarimenti all’Ambasciata americana a Berna. Il DFAE ha trasmesso i dati e le immatricolazioni all’Ambasciata dichiarando che, se i dati dovessero risultare fondati, la Svizzera condannerà questa prassi e chiederà agli USA di far cessare questo tipo di voli. L’Ambasciata ha comunicato che avrebbe trasmesso la richiesta, informando Washington dei timori della Svizzera. La Svizzera riceverà una risposta ufficiale.